Paola Watts, 2007

Amabili resti . 2007 . inchiostri e pigmenti su carta . cm.70x50

Amabili resti . 2007 . inchiostri e pigmenti su carta . cm.70×50

Paola Watts

Mostra amabili resti, 2007
 – Galleria  Watts, San Gemini, Terni

E’ un mondo di ombre, di segni che nascono da ombre, di tracce che nascono
da segni, di segni che pure vogliono indicare ciò che poteva essere e che Scolamiero ha trasformato, donando loro una nuova esistenza: a noi giudicare quale. Ma non sarà più giusto, più adeguato rispettare questa dimensione misteriosa che percorre l’opera di Scolamiero, i suoi disegni attenti, quelle sbavature di colore che sembrano fluire verso un altrove non chiaro, non svelato, non svelabile, così intimo, così proprio dell’artista? Ci è caro quell’arcano percorso dal simbolico all’astratto, quel dire e non dire, quel fuggire dall’immagine per creare l’immagine; amiamo quel costante riflesso equoreo eppure materico che si riflette in una ricerca di contraddittoria lentezza verso un mondo che ricorda la perizia dell’entomologo ma legata a una memoria di Hartung subito cancellata, forse più vicina a Julis Bissier, subito allontanata: vicina solamente al giardino segreto di Scolamiero, dove egli coltiva le sue passioni melanconiche, e queste non cancellate bensì vibranti, vivissime pur nella loro voluta desiderata cercata opacità. L’opera di Scolamiero, saturnina e carica di contrasti, ci riporta a certa letteratura anglosassone, dove gli accadimenti, di indicibile minimalismo, percorrono ineluttabilmente ciò che resta del giorno e si trasforma in amabili resti.